martedì 20 febbraio 2018

Se gli scrittori si scegliessero tramite concorso

Ci sono professioni e mestieri che, pur mettendoti a contatto con il pubblico, non sono né di gestione pubblica né seguono le regole dei concorsi pubblici. Se vuoi recitare, suonare e cantare o scrivere, hai bisogno di un editore e, anche se per la vita ti rivolgerai al pubblico, non devi seguire alcuna regola tipica dei pubblici bandi di concorso. 

E dato che in Italia siamo un po' tutto calciatori o artisti, è ovvio che un'immensa platea di ottimi autori e interpreti, resta a guardare mentre molti scarse misure riscuotono successo e proventi mediante le solite raccomandazioni. Non ci si può fare nulla? No davvero, dato che lo Stato, che spesso sovvenziona molto riccamente produttori ed editori, non mette regole per offrire questi finanziamenti. 

Ci vorrebbe una commissione indipendente tanto per pubblicare che per ottenere successivi aiuti da parte pubblica e selezioni trasparenti. Oggi, lo sapete per esperienza se fate parte delle suddette categorie, potete essere bravi quanto volete ma se non conoscente nessuno... Lasciate perdere. Lo diciamo per esperienza e perché conosciamo decine di ottimi interpreti che hanno partecipato a concorsi di ogni tipo senza mai vincere, neanche per sbaglio. Va avanti chi ha spinte da poter vantare, che sappia scrivere, recitare o suonare non importa. In Italia, più che in altri posti, pertanto, ve lo diciamo per carità cristiana, non illudetevi. 

E cercatevi attività che vi mettano in grado di sopravvivere. Si può fare letteratura o arte anche part-time. Si scrive o si suona meglio a pancia piena.


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