venerdì 16 marzo 2018

I Famelici

Netflix è ormai lanciata alla grande nel mondo degli horror, specie quelli a base di morti viventi. Stavolta, la piattaforma televisiva propone uno zombie-movie ambientato in Canada. I Famelici, infatti, conta sulla regia di Robin Aubert, per una produzione franco-canadese. 

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Inizia quando il paese è già preda dell'epidemia che trasforma gli umani in belve affamate dei propri simili e un piccolo gruppo di sopravvissuti che eviterà di formare un sanguinolento snack per i mostricciatoli. 

Certamente, non è un film privo di azione anche se manca del tutto una qualsivoglia logica narrativa. simile al ritmo di The Walking Dead, sembra anzi un omaggio alla serie televisiva più nota del momento. Magari con qualche approssimazione in più.

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Ovviamente, a parte i paragoni più o meno scomodi, la fotografia è all'altezza, la recitazione un po' meno. Il problema è che ogni film di un genere fin troppo visitato e rivisitato, dovrebbe offrire qualcosa di nuovo per affascinare veramente. E non bastano certo le ambientazioni più o meno alternative. Carina la barzelletta del tizio che va a farsi visitare dal dottore. comunque, non convince troppo il diffondersi a macchia d'olio dell'epidemia contemporaneamente in mille ambientazioni. E neanche la storia si preoccupa di chiarire come sia scoppiata e perché l'infezione. In uno dei primi incontri tra sopravvissuti del film, si capisce che la media di chi ancora respira sulla Terra, o almeno in Canada, è di 1 su 10.000. E il motivo è abbastanza chiaro: anche stavolta i resistenti hanno la ferma intenzione di comportarsi da idioti, per esempio avvicinandosi troppo agli infetti per esaminarli... de che? 
Un film comunque decente anche se non certo innovativo e tantomeno geniale. Buono per gli appassionati e per chi paga l'abbonamento a Netflix.


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