mercoledì 2 maggio 2018

Diversi livelli di realtà o una sola, grande, Matrix?

I grandi pensatori, i filosofi che hanno fatto la storia della consapevolezza umana, e persino i profeti citati nei testi cosiddetti sacri... hanno in comune una sola caratteristica: aver fornito una definizione di realtà fenomenica. Se l'Uomo ha da sempre cercato ulteriori spiegazioni a quanto era evidente ai cinque sensi, ovvero l'impatto con il mondo materiale circostante, ciò risiede nella naturale inclinazione a pensare/considerare che esiste altro all'infuori di questo mondo. La magia è una risposta all'esigenza di capire e strumentalizzare quel che dal di fuori di questo mondo esiste e influenza questa realtà. 

Del resto, nasce spontaneo considerare una o più vite prima della nascita e oltre la morte. Ma oltre a temere questa realtà o a cercare disperatamente una maggior definizione, per esempio in corrispondenza della tarda età, generalmente la persona non può o non riesce a fare. La maggioranza, vigliaccamente, cerca conforto nella religione, qualunque essa sia: una risposta più o meno confortante ad un quesito sbagliato. Finché l'uomo penserà di trovare un dio, là fuori, il quesito sarà sempre sbagliato. 
La Creazione sussiste nonostante i teoremi dei fisici quantistici. Questa realizzazione è fatalmente alla portata di tutti. L'idea, oggi diffusa da molti, che la realtà fenomenica esiste e sussiste fintanto che la facciamo con le nostre menti, è in parte esatta ma nel contempo fuorviante. Le nostre menti lavorano come un anello che si collega ai fasci di esistenza energetica di Matrix, ne trae una elaborazione e produce una rielaborazione. Siamo agenti che brucano energia e la rielaborano raffinata e in un certo senso trasformata. Pensate all'azione metabolica di certi batteri. Spesso, scendendo nel piccolo, hai una visione più nitida del totale rispetto ad una scala intermedia. 

Se l'essere umano non riesce a comprendere il suo ruolo nell'universo fenomenico e, peraltro, continua a pensare ad un dio o a una serie di dei amorevoli che ne prefabbricano l'esistenza, non ne uscirà mai... Ed è proprio questo che vuole chi ha pensato e realizzato Matrix. Costui ha creato un meccanismo-labirinto, dove se cerchi la verità, ti trovi davanti uno specchio. Pensando (giustamente) che questa immagine riflessa sia un'illusione, cerchi cosa ci sia dopo lo specchio: un bel muro. Intellettuali contemporanei che stanno diffondendo la certezza che siamo noi a costruire questo mondo fenomenico, sono come bambini che dalle elementari cercano di descrivere cosa sia l'università. In altri termini, è come pensare che un cuoco sia certo di aver creato una frittata, dimenticando di capire e conoscere galline e uova cosa siano. Senza pensare al pollaio e al contadino che continua a ricevere i proventi derivanti dal pollaio stesso. 



Matrix è precedente alla nostra esistenza singola e Matrix esiste su più piani. La morte non è una liberazione come non lo è la nascita. Morte e nascita non sono neanche condanne. La vera condanna, in un certo qual modo, è la vita come possiamo considerarla ora. Questa vita che, per ora, riduciamo all'attività cerebrale e biologica di uno strumento chiamato corpo. Non abbiamo mai, in realtà, scelto di nascere, vivere, morire. Non è un gioco, non è una guerra. E' una condizione costretta, pre-definita, preordinata. Uscire da Matrix significa farsi da parte da questa condizione. Ma lì fuori cosa ci sia da essere, pensare, fare, non è dato di sapere. I nostri pensieri e le definizioni che possiamo dare al linguaggio che voi stessi che leggere questo articolo potete intendere, non bastano a descrivere quel che Matrix non include e conclude. Il faro della nostra coscienza non arriva fin lì. Sappiamo che esiste, ma non possiamo pensarlo, immaginarlo, definirlo. E' l'inconoscibile. 

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Il vero terrore che si prova è, in fondo, immaginare che alla fine delle domande che possiamo fare, esista una risposta impossibile da decifrare. E' peggio ancora che pensare che esista una risposta sgradita. Ma la realtà è questa. La Creazione (Matrix) è un inganno. Non dovrebbe esistere. Cosa e quanto sia al di fuori di Matrix, non può essere descritto da nessuno su questo piano perché non può essere conosciuto e quindi definito e quindi raccontato. Qualcuno è tornato da oltre Matrix per pietà, solo pietà di tipo umano, e ha tradotto in immagini particolari quel che non si può raccontare in termini umani. I Tarocchi (Arcani Maggiori) ne sono un esempio. Altri esempi sono stati distrutti o occultati dagli agenti della Censura e della Negazione organizzata. Altre spiegazioni resistono nella Gnosi ma devono essere accuratamente filtrate dalle considerazioni di tipo speculativo aggiunte nei secoli. Se volete un consiglio di tipo pratico, l'unico che abbia un valore assoluto in questa Matrix è essere certi che sia, come in effetti è, inganno. E soprattutto che sia, come in effetti è, un errore. Il resto viene da sé. Non cercate altro nei profeti, tantomeno in dio e angeli o demoni. 

Qui, in tanti devono tirare a campare, non dimenticatelo. Spesso a spese nostre. Siete un faro di consapevolezza dove non ci dovrebbe essere nulla da illuminare. Abbiate il coraggio di cominciare a capire questo prima di tutto.

E che siete dove ad altri convenga che restate. Lavorate per loro, che vogliate o no. Vi sta bene? Ma davvero? Scegliete.  


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