lunedì 25 giugno 2018

Flashburn: vivere come un film

Film simil-horror di Giorgio Serafini (Texas 46, Orgoglio, serie RAI, Hard Rush), scritto con Garry Charles e interpretato da Sean Patrick Flanery e Cameron Richardson tra gli altri.

La trama: Wes Nolan si sveglia in un magazzino abbandonato con una forte amnesia e alle caviglie un apparecchio che gli impedisce di fuggire. È stato rapito da qualcuno chiamato "Lazarus" che lo ha tenuto prigioniero per ottenere la cura per un'epidemia di Ebola. Wes era un virologo e un microbiologo che stava lavorando per progettare un vettore di proteine ​​batteriche per attaccare il virus Ebola prima che potesse distruggere le cellule umane. Purtroppo, mancando di distruggere l'Ebola, la proteina di Wes ha mutato il virus in qualcosa di molto più potente. 

Ora Wes deve cercare di recuperare la sua memoria e provare a trovare la cura. Inoltre, si trova a dover salvare una donna che trova nell'area isolata. Film alquanto claustrofobico e certamente non facile da girare. L'azione si svolge essenzialmente nell'area industriale dove si trova il magazzino. I dialoghi si limitano a poche battute scambiate tra il protagonista e la voce di Lazarus, prima, e con la donna ritrovata nel magazzino, dopo. 

Viene poi mostrato una sorta di prequel che si svolge al di fuori della zona isolata. come al solito, in questi film, la soluzione dell'enigma è una bella mazzata per il protagonista. 

Film piuttosto contraddittorio, con una morale discutibile e certamente non facile da digerire. Non si può giudicare un brutto prodotto ma dalla realizzazione e sopratutto dalla regia ci si poteva aspettare qualcosa in più. Comunque, a parte la noia di alcune sequenze, si può vedere.

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