lunedì 18 giugno 2018

Migrare è un po' morire

Si parla tanto di uno dei problemi insormontabili per la nostra e l'altrui partitocrazia: le migrazioni di popoli da altri stati o continenti. Come sempre, giornalisti, commentatori e politici ne parlano senza tenere conto della Storia e dei suoi insostituibili insegnamenti.

Il nostro pianeta e l'Italia in particolare sono da sempre oggetto di spostamenti di uomini e animali anche imponenti. Nella preistoria e nel mondo antico, evidentemente i popoli migratori seguivano le mandrie e fuggivano dal clima avverso, oppure a causa di guerre e carestie. 

Un esempio noto a tutti, la colonizzazione da parte di Greci dell'Italia meridionale. La stessa romanizzazione di gran parte dell'Europa e dell'Asia provocò forti spostamenti di soldati e cittadini. Ma anche la risposta dei barbari, che, per esempio, dall'Asia si spostarono in Europa centro-settentrionale. 

Ricordiamo anche l'invasione degli Arabi in Europa e, più tardi, la colonizzazione da parte di popoli europei del continente americano.

Possiamo dire che il più longevo impero della storia conosciuta, l'Impero Romano, sia crollato per l'inestinguibile pressione alle sue frontiere esterne di molteplici popolazioni barbare, ovvero che provenivano essenzialmente dall'Asia. E prima delle bande armate, erano stati popoli di migranti a vedersi respingere dalle frontiere militarizzate romane.

L'Italia ho prodotto migranti sia per l'Europa centrale che per le Americhe.

Quel che ci chiediamo è come possa, una UE dittatoriale e divisa al suo interno, fronteggiare efficacemente il fenomeno migratorio che oggi proviene da Oriente e dal Sud del mondo se il grande Impero Romano non è riuscito, anzi è miseramente crollato sotto il peso delle invasioni barbariche?

Si parla di masse che, spinte dalla povertà, talvolta dalla guerra e dalla carenza di cibo, acqua e medicine, cercano fortuna in un continente europeo che ha un'economia assolutamente precaria per via di squilibri enormi e differenze epocali tra i vari componenti della UE. 

Ed ora, in Italia, c'è un governo che vuole evitare la migrazione da Sud, ma non riesce e forse non può evitare la migrazione da Oriente. 

Nelle nostre città la presenza silenziosa, più che altro, volta al commercio, è quella di indiani e cinesi. Anche questa è migrazione che incide sull'economia e sul commercio.

Slavi e orientali bianchi lavorano, qualcuno proviene da paesi nella UE e nessuno se ne preoccupa troppo. 

E' l'Africa, soprattutto, con il suo carico di sfruttamento millenario e di disperazione, ad essere nel mirino e il motivo è semplicissimo: l'Africa vale molto, gli Africani molto meno perché di forza lavoro a prezzi irrisori in Europa c'è abbondanza.

Questa è la semplicissima legge del Capitalismo che fa in modo che anche i migranti abbiano valore o no, esattamente come le merci.

Un meccanismo infernale, devastante e omicida che pone l'uomo in diretta contrapposizione con l'economia, il commercio e i beni.

Sei consumatore, sei utente, sei cittadino tassato, sei uomo e donna che migra. Solo un sassolino nella macina della Storia. 

E' evidente che milioni di disperati non possono trovar spazio né in Italia né in Europa e quindi il fenomeno deve trovare soluzione proprio in quei salotti mondialisti dove tutto ha un valore ed è commerciabile.

Quel che sta accadendo è stato ampiamente previsto se non artatamente progettato esattamente come le guerre, grandi e piccole.

Questi tiranni, ora, risolvano il problema da loro creato, e comunque, provocato. Magari con qualche suggerimento dei loro padroni alieni. Oops, dimenticavamo che sono loro, il primo problema e forse l'unico.

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