martedì 10 luglio 2018

Il coraggio di finire

Come molti, o forse tutti, non abbiamo le risposte ad ogni, singolo, quesito che l'Umanità possa rivolgersi.

Veramente, non sappiamo chi o cosa ha creato quel che possiamo percepire, e tanto meno per quale motivo siamo con voi, in questa arena sgangherata chiamata vita. Due, oggi, sono le ipotesi del momento. La prima, affidata a quel che rimane della Gnosi, l'anti-religione per eccellenza: una Creazione ideata per errore da un Brutto Anatroccolo chiamato Demiurgo, che va ridimensionato e ricondotto all'ovile, come all'ovile, cioè al Pleroma, va ricondotta Anima, la qualità divina che ha donato consapevolezza al Nulla, permettendo al Demiurgo di vivificare le creature. 

Oppure, uno strano Signore che, non riuscendo a concepire l'Ombra che era oltre la sua luce, pensò bene di proiettare da sé Anima verso l'oscurità per investigare cosa fosse quell'Ombra e capirne la natura, l'essenza. La Creazione, quindi, come investigazione di quell'insondabile mistero.

La Grande Opera degli occultisti è una di queste due spiegazioni, non si sfugge. In mezzo, ci siamo noi, esseri senzienti, ostaggi in una guerra che non ci riguarda minimamente. Nichilismo? Forse, peggio. Le religioni ,che avevano il compito di spiegare l'inspiegabile hanno fallito miseramente: sono solo l'opera di normalizzazione delle masse ideata da civiltà aliene che hanno terraformato il pianeta che abitiamo e inserito le varie sperimentazioni genetiche in una serie di recinti. Cioè, noi. 

Miliardi di vite in una centrifuga, con la testa piena di cazzate e con una vita più precaria di un castello di carte da gioco. Non se ne esce, né con la New Age, nè con le scoperte della fisica quantistica, che scopiazza i Veda. Il Tempo e lo Spazio non esistono? l'Universo è un ologramma? La Realtà è illusione? Veda. Maya.

Una cosmica pernacchia non ci salverà ma ci assorderà. L'idiozia non è affatto illusoria. Sarà ricordata come la malattia del millennio dei millenni. Ma quando avremo il coraggio di smetterla?

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