mercoledì 21 novembre 2018

Lavorare tutti e molto ma molto meno!

La stressante giaculatoria di una parte del mondo imprenditoriale, che vede come fumo negli occhi la chiusura domenicale degli esercizi commerciali, e alcuni, stanchi, ritornelli da sinistra in opposizione ad un maggior sfruttamento della forza lavoro, fanno venire in mente il vecchio slogan (della sinistra vera); lavorare tutti, lavorare meno.

Il mondo del lavoro ci dice che in questo Paese, le cosiddette morti bianche sono in crescita. Nei primi otto mesi del 2018, sono aumentate del 4,5%. 

Inoltre, le paghe dei lavoratori sono mediamente le più basse dell'intera OCSE.

Nel contempo, il modo di lavorare si sta contraendo su base mondiale. Quel che ci differenzia dai tempi dello slogan ricordato, è una maggior disponibilità di lavoratori non specializzati provenienti dall'estero e soprattutto la presenza del commercio on line. 

Tramite internet, negozi aperti sempre, vendono semplicemente di tutto e con prezzi assolutamente concorrenziali.

Da tutto questo, ne deriva che il lavoro sta diminuendo e sta cambiando. La politica, se esistesse, dovrebbe prenderne atto e regolamentare il processo. E invece, fa altro.

Innanzitutto, sotto una certa soglia stipendiale, lavorare non conviene, semplicemente. L'idea del reddito di cittadinanza è validissima, ma dev'essere accompagnata da un innalzamento sostenuto delle retribuzioni orarie.

Per essere chiari, ai lavoratori del commercio va garantito non solo il riposo settimanale (da Costituzione) ma soprattutto che i disoccupati vengano riassunti per i turni eccedenti il lavoro degli occupati: quindi domenica e festivi e anche la notte se serve. E quando lavorano in questi turni, pagati il doppio. Anche le merci potrebbero costare di più, nei turni non convenzionali.

I tempi che viviamo faranno, comunque, crollare le statistiche di chi lavora. E' ora che chi governa ne prenda atto e trovi i rimedi. Un vero reddito di cittadinanza (e non la patetica riduzione del tema a una mera indennità di disoccupazione) potrebbe essere la soluzione. Il relativo innalzamento inflattivo sarebbe compensato certamente da un maggior introito da consumi di base e quindi tornerebbe al mittente tramite le tasse sul venduto.

Se il lavoro diminuisce, basta far calare le ore lavorate, a parità di salario, e ridistribuire il tutto ai non occupati.

La sicurezza sul lavoro è un modo, sano e giusto, per assumere nuovi tecnici e ispettori. Si sta unendo allo sfruttamento, l'omicidio. Sarà il caso di muoversi veramente, o no?

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lunedì 19 novembre 2018

Sussurrare al serpente

I grandi agglomerati continentali sono la passione dei Rettiliani e degli Illuminati, amici loro. La UE non sfugge a questa logica. I mezzi d'informazione, ricettacoli o no di allegre meretrici, sono proprietà di molti di loro e quindi, per costoro, UE ed Euro sono la nuova religione. E alla fine, si sa, una bugia ripetuta da tutti, diventa la verità. 

Nello stesso modo ,zitti zitti, con una pletora di scuse eccezionale, sta tornando di moda l'impianto di chip elettronici sottocutanei: per non perdersi persone e animali, per controllare i lavoratori o gli spostamenti di chi è malato o demente. Un'altra delle loro fissazioni è proprio questa: marchiare il bestiame umano e controllarlo. 

Stiamo lavorando per loro: non esiste spread, pil, indebitamento. Lo sanno tutti (ma proprio tutti) che il debito degli stati non potrà mai essere pagato. Si tratta di spennare le popolazioni per pagare, alle banche, grandi acquirenti di titoli di stato, gli interessi sul debito. Perché i padroni della baracca, alla fin fine, sono loro: i banchieri. I loro servi preferiti, i partiti politici hanno ideato il sistema perfetto: invece che stamparseli, gli stati nazionali, i soldi li prendono a strozzo. Geni luminosi. 

Esattamente come quel padre di famiglia che non può lavorare e si indebita per pagare l'affitto, mangiare, eccetera. Questo stiamo facendo, con il beneplacito dei centri di studio, delle grandi università, dei commentatori più accreditati. Un mondo perfetto. 

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venerdì 16 novembre 2018

Senza Cuore, ovvero: abbiamo un problema in Valnerina

SENZA CUORE è un romanzo di Marco Caruso, edito da 0111 Edizioni.

L'autore, romano, lo sappiamo scrive da anni romanzi e racconti di genere giallo, noir, thriller, horror e fantascienza.

Ha pubblicato per Teseo Editore in Roma e Amazon.it.

Ora, per 0111 Edizioni, esce questo romanzo tipicamente da inserire nel filone giallo-horror, che ha come protagonista Mister Tau, cartomante trentenne romano che si muove in una Roma crepuscolare e misteriosa.

E' apparso già nella raccolta di racconti La Notte Comune (Teseo Editore) e nella raccolta Racconti della Nuova Luna, Amazon,it. 

Mister Tau, che conduce una vita solitaria e difficoltosa, leggendo i tarocchi per i suoi clienti, deve spesso affrontare avventure e situazioni al di fuori della logica comune, viste anche le sue notevoli qualità paranormali. E' più che altro un potente sensitivo ,che tramite la lettura dei Tarocchi riesce a comprendere il Presente e indovinare il Futuro. 

In SENZA CUORE, il suo amico Jimmy Cassini, un bizzarro psichiatra di fama mondiale, esorcista autorizzato dal Vaticano, lo invita ad accompagnarlo in una gita a Norcia. La motivazione ufficiale è un'indagine sugli effetti del terremoto del 2016-2017 sulla psiche della popolazione della Valnerina, così duramente provata anche dal crollo di edifici sacri antichi di grande valore, come la Basilica di San Benedetto.

In realtà, la Santa Sede è molto preoccupata dal rinascere di un culto misterioso e criminale antichissimo, che prevede di placare l'ira degli dei infernali tramite sacrifici umani.

Mister Tau e il professor Cassini entreranno in contatto con il vescovado e la procura della Repubblica per capire i contorni di una vicenda assolutamente misteriosa: alcuni delitti degli ultimi mesi, sono in effetti stati praticati con efferatezza e una crudeltà che presenta inquietanti aspetti rituali.

La stampa è decisa a minimizzare gli eventi e la polizia procede con molta, forse troppa, cautela nelle indagini.

Ma Mister Tau in particolare, avrà il compito di risolvere questo mistero, trovandosi a investigare in un crescendo di perversione e torbida sensualità, nella sorprendente provincia umbra, dove il satanismo sembra voler prendere il sopravvento sulla tradizione cattolica.

SENZA CUORE è un giallo horror che non vi lascerà dormire, e pone comunque alcune tematiche come il rapporto tra l'uomo e la religione, e il significato della sessualità moderna.

Se ne consiglia la lettura ricordando che il libro sarà disponibile dal 17 novembre 2018 ma si consiglia di prenotare le copie che si vogliono acquistare nelle librerie preferite.

Le librerie possono rivolgersi direttamente a: redazione@0111edizioni - tel. 0332 988023



mercoledì 14 novembre 2018

Plan Z: un bel tentativo fallito

Horror del 2017, diretto e scritto da Stuart Brennan, con la pregiata interpretazione di Mark Paul Wake, Victoria Morrison, Brooke Burfitt, Eugene Horan, Ion Ridge.

Il virus Attila ha trasformato il mondo in una fabbrica di zombie? C'è anche chi pensa di cambiare le cose, a modo suo, e quindi di prendere in mano la situazione. Dopo aver visto i meticolosi piani di sopravvivenza ideati dal nostro protagonista, il senso di precarietà e paura dei primi momenti di allarme collettivo, quasi quasi speravamo che ce la facesse; con un amico, miracolosamente salvato dentro un cesso, riesce a fuggire dalla simpatica cittadina di Dunfermile, in Scozia, per decidere dove dirigersi con tutta calma. 

Anche perché rientrare in casa con le provviste timoroso di trovare un morto vivente fuori la porta è senza dubbio seccante. 

E in effetti, le prime scene del film riguardano la paziente attesa del Nostro che sente la tragedia consumarsi tra le strade della sua città, ben barricato in casa. Del resto, perché mai andarsene in giro a rischiare la pelle?

Curioso che nei pochi mesi passati ad osservare il mondo andare a rotoli, non ci si possa armare di qualcosa un tantino più temibile di un piede di porco. comunque, dopo una breve fase di training autogeno, finalmente il Nostro si trasforma in un guerriero degno dei migliori momenti di Z Nation. Del resto, cosa si darebbe, in piena apocalisse-z, per fare una puntatina al pub preferito! Ed è proprio qui che ritrova il suo compare.

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E' questo un film indipendente pieno di buone premesse e promesse che però, pian piano, si attenuano parecchio. Girato in varie città europee e non, con una certa cura e un budget non esagerato, lascia comunque, dopo un buon sapore iniziale, l'amaro in bocca. Il nostro protagonista è un tipo che gira parecchio, prima dello scoppio ufficiale delle mortale epidemia.

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Molta noia, insomma, soprattutto a paragonarlo alle varie serie televisive incentrate su un mondo ormai preda di epidemie zombie. Altro che contagi da morbillo, pro vax...  

Suggeriamo, comunque, ai vari registi e sceneggiatori in vena di tentare di arricchire un tema ormai così comune, di vedersi una buona quantità delle suddette serie, prima di tentare operazioni come Plan Z. Troppi, sbadigli, amici miei. L'apocalisse è senza dubbio più dinamica.

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