giovedì 19 luglio 2018

The Cured, bel tentativo di variazione del tema zombie

Northern Ireland Screen presenta questo horror del 2017 per BAC film ambientato in Irlanda con la regia di David Freyne, con Ellen Page , Sam Keeley e Tom Vaughan-Lawlor. 

L'Europa è stata devastata da un'epidemia zombie e in Irlanda il virus si sta affacciando con i suoi terribili sintomi. Una cura sta aiutando ben il 75 % degli infetti ma gli altri si sono dimostrati resistenti a tale rimedio. Quindi i due gruppi sono rispettivamente: Curati e Resistenti. alcuni disordini civili sono motivati dalla paura che la popolazione ha verso i Resistenti ma anche nei confronti dei Curati. 

Ma la vicenda che segue il film riguarda Senan, un venticinquenne curato, che inizia il suo periodo di riabilitazione. Il passato da infetto, quando il ragazzo ha compiuto le atrocità tipiche di uno zombie, lo tormenteranno non poco mentre cerca il suo posto nella società irlandese , sempre più terrorizzata dal ripetersi dell'infezione primaria. 

Il film è il tentativo di descrivere una società che ha potuto curare l'epidemia zombie e che ora è divisa tra Curati e Resistenti alla cura, con tutta la violenza che nasce dalla paura del contagio e dei mostri che produce. La critica non ha esaltato questo film comunque coraggioso e intelligente. I Curati non sono attaccati dagli Infetti e comunque il paese è in piena emergenza sanitaria, con tanto di dimostrazioni dei cittadini contro i Curati. immaginate una situazione del genere nella società italiana di oggi, intransigente e paurosa. 

Le tematiche di questo tipo di pellicole sono potenzialmente la vera frontiera di un genere fin troppo abusato. E' per questo che tentativi come The Cured sono da apprezzare e seguire con interesse.

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mercoledì 18 luglio 2018

La Fine

How it Ends, film del 2018 di  David M. Rosenthal, del genere catastrofico e drammatico,  con protagonisti Theo James e Forest Whitaker e trasmesso sulla piattaforma Netflix, narra di una giovane coppia di Seattle che, in attesa del primo figlio, ha qualche problema con la famiglia di lei. 

Soprattutto il padre di lei. Ma dopo che il maritino raggiunge i suoceri a Chicago e le comunicazioni tra Seattle e Chicago si interrompono del tutto, pare inizialmente per un tremendo sisma, e marito e suocero si mettono in macchina per raggiungere la sposina, in un'America che è appunto arrivata alla fine...

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Che dire? Il film non è facilissimo da giudicare. La trama, certamente, non è originalissima, per un'America che ha più incubi di mia zia quando non digeriva la peperonata. Tra tifoni, uragani, asteroidi, invasioni aliene o comuniste indifferentemente, alla fin fine il film veramente toccante è sempre stato, a parer nostro, Un Giorno di ordinaria follia, dove la mente umana riesce a collassare nel modo più traumatico, senza bisogno che il mondo finisca, ma proprio per quel che il mondo è già. Vero è che quando vediamo Forest Whitaker i nostri occhi si illuminano d'immenso, ricordando Ghost Dog... Insomma, non si riesce a parlare di questo film, anche se il senso di angoscia viene ben rappresentato, la narrazione è un po' affrettata. Troppo velocemente l'America entra nel panico per un accidente neanche troppo spiegato dai media. Un film che si può tranquillamente vedere ma non aspettatevi un capolavoro o un novità assoluta.

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domenica 15 luglio 2018

Retrofilm: Una Notte al Cimitero (1987)

Lamberto Bava e Dardano Sacchetti presentarono questo film apparentemente elementare ma che, negli anni, è diventato una pietra miliare dell'horror nostrano, piuttosto scarno, a dire la verità. Protagonisti erano Gregory Lech Taddeus, Beatrice Ring, Gianmarco Tognazzi, tra gli altri (compreso lo stesso Bava nella parte di un gestore di esercizio commerciale). Il trucco era di Fabrizio Sforza. 

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La trama vedeva un gruppo di adolescenti che dopo aver rubacchiato dentro un supermercato, finiscono in un luogo alquanto lugubre e dentro una locanda, accettano di partecipare ad una strana gara: se riusciranno a trascorrere la notte dentro una cripta, vinceranno il contenuto di una teca di vetro contenente una certa quantità di gioielli e denaro. 

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Sembra una vera fortuna e una scommessa facile; ma una volta dentro, i ragazzi si troveranno faccia a faccia con una serie di mostri e morti viventi raccapriccianti e si salveranno a stento. 

Il film, abbastanza ingenuo e tuttavia divertente, si lascia guardare pur passando sopra a una buona quantità di errori e incongruenze. Anche se la recitazione non è male e i trucchi decenti, la trama è elementare e comunque il film è molto meglio di una serata a guardare Parenzo in televisione, e su questo potete scommerterci. Con buona predisposizione e tanta voglia di divertirsi. Disponibile sulla Rete. 

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sabato 14 luglio 2018

I Laureati

I media servi della partitocrazia nazionale stanno diffondendo la preoccupante classifica dei laureati su base UE: Italia penultima con meno del 27 % della popolazione. Gioverà ricordare a costoro e a voi che leggete questo blog, che l'Italia è penultima anche nella classifica delle retribuzioni lavoro-dipendente su base UE: il quart'ultimo.  Ma per quanto riguarda lo studio, e i suoi enormi costi, ci viene in aiuto proprio la memoria di cui parlavamo nei post vecchi di una settimana. 

E la memoria ci rammenta che quando eravamo un paese sovrano e i soldi correvano ,ve lo garantisco, negli Anni 60-70-80, la differenza crescente di disponibilità finanziaria tra le classi inferiori e chi comandava allora la nostra società era schiacciante. Il sistema capitalistico provocava anche allora differenze abissali tra il figlio di un commerciante e i figli di impiegati e operai. Il cosiddetto ceto medio, allora molto più forte di oggi, era serbatoio di cervelli e colletti bianchi ma sempre mediante sacrifici draconiani compiuti dalle famiglie. Famiglie le quali, quasi sempre, partivano con un certo vantaggio sociale per la possibilità di usufruire di mutui bancari per l'acquisto di abitazioni e in certi casi di immobili atti alla singola impresa. 

Si beneficiava, inoltre, del maggior grado di scolarizzazione rispetto gli anni del Dopoguerra, drammatici ma dove chiunque avesse un diploma trovava comunque lavoro. Anche allora, le retribuzioni erano bassissime e nelle trattorie di Roma trionfava la mitica mezza porzione. Lo potete rivedere in qualche film dell'epoca. 

Riassumendo: fare figli e farli lavorare è un problema di equità sociale e di struttura del mondo del lavoro. Se non si fornisce alle famiglie il necessario per formarsi e per mettere al mondo figli che dovranno studiare, è ovvio che tutto questo non ci sarà. L'Italia come ce la ricordiamo, è bene ribadirlo, è destinata a scomparire. Con questa architettura sociale, è assolutamente certo. Cosa fare per invertire la rotta? 

L'abbiamo scritto più volte: emissioni di spesa pubblica senza alcun controllo se non del Tesoro italiano, finalizzata alla concessione di mutui agevolati per l'acquisto di immobili residenziali e commerciali; soldi necessari a finanziare la completa decontribuzione del mondo del lavoro (contributi virtuali); limite dell'attività lavorativa ai trentacinque anni di servizio per legge e contestuale obbligo di assunzione di giovani (e meno giovani, dato che abbiamo creato legioni di quarantenni a spasso); pensioni adeguate all'enorme costo della vita attuale (l'inflazione c'entra poco) a partire dai trentacinque anni di contribuzione o ai 60 di età anagrafica; studio dei correttivi per quanti non hanno potuto versare in via continuativa o non hanno beneficiato dei versamenti di legge. Dobbiamo poter spendere per beneficiare della ripresa, tutti, ma davvero tutti.

Senza la necessaria spesa pubblica, l'economia muore, la collettività avvizzisce come rose lasciate al sole, e l'impresa Italia chiude. Continueremo a ripetere che il debito non esiste perché nessuno è in grado, nel mondo, di ripagarlo. E se non creiamo moneta per rivitalizzare l'economia, siamo destinati a fallire, in tutto e per tutto. Lo scriveranno sulle nostre lapidi che non eravamo laureati. 

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Joy Division - Something Must Break