Questo link su preso da uno dei siti rappresentanti una delle voci preferite delle Elite mondialiste ci fa comunque riflettere. Questi diffusori di notizie controllate e ben indirizzate sono comunque esseri umani e hanno le loro, ataviche, paure.
Quella della morte e soprattutto di una morte dolorosa è una di queste paure. Forse, la peggiore. Un sentimento che blocca l'intero ciclo energetico di un essere vivente. La paura è senza dubbio la morte durante la vita. I suoi effetti fisici sono molto simili a quell idegli spasmi mortali.
Al di là dell'orribile fine alla quale è stato destinato colui che secondo la sentenza aveva comunque tolto la vita a un altro essere non giustifica neppure l'eventuale e dichiarato intento educatore di queste atrocità: si colpisce uno per educarne mille. Questa scusa, la scusa tipica dei boia, non regge più.
I veri assassini, i peggior, ,non agiscono in preda a emozioni umane, ma sono mossi da ben altre pulsioni anche energetiche. Come i veri assassini seriali, a loro modo, marionette guidate da un'energia particolare che di umano ha ben poco.
La morte data dalle pene statali è sempre stata usata dai regimi per imporre la loro autorità e a questo serve. La scusa è amministrare la giustizia terrena e la buon convivenza tra persone, una vera e propria scusa e niente di più.
Nessuno dovrebbe poter decidere della vita o della morte di altri, questo è anche il comandamento di molte religioni puntualmente violato proprio dagli apostoli di tali culti e la Storia è piena di questi esempi.
La morte viene poi considerata addirittura dovere militare quando si è in stato di guerra. Lecito diventa togliere la vita ai nemici ovviamente secondo le modalità previste dai vari codici, anche questi soltanto pallide raccomandazioni.
Se chi muove i fili delle marionette umane è un elemento estraneo all'Umanità stessa, leggi, raccomandazioni e codici non hanno più senso.
La morte è così presente nella nostre comunità a causa di vecchiaia fisica dei corpi, di malattia, a volte di suicidio e quindi di fatti violenti. La morte è una componente della vita e semmai quel che ne fa una buona o cattiva morte sono le modalità in cui questa viene imposta agli altri.
Possiamo definire le polarità di una civiltà compiuta proprio tra questi estremi: una comunità che finisce per erogare la pena capitale senza alcuna prevenzione e considerazione della sofferenza e un'altra civiltà che garantisce anche ai malati terminali la morte senza sofferenza alcuna, come io stesso ho visto fare.
I boia dovrebbero fermarsi per sempre e pensare che la vita ha il suo termine naturale che dev'essere condotto a compimento senza alcuna sofferenza. Questa condotta statale soltanto potrebbe giustificare l'intervento di una comunità nei confronti di un moribondo.
Se vogliamo noi stessi un paracadute per tutti, senza possibili eccezioni. Chi diffonde pace e benessere non potrebbe mai essere confuso con un boia dotato di ascia. E se in pieno 2021 accadono ancora di questi crimini, crimini statali, è proprio perché le comunità che li esprimono sono totalmente e compiutamente distanti dall'idea di civiltà umana.
Attenzione, però: la morte indotta, persino dolorosamente, è sorella della tortura che viene inflitta ad altri, poveri, detenuti. Condannare a pene detentive senza motivo e senza appello persone che non hanno compiuto crimini violenti è altrettanto crudele che ucciderle tramile le sofferenze atroci che possiamo leggere nell'articolo preso a esempio. La situazione di Assange come di altri detenuti, quella che conosciamo, è veramente assurda e disdicevole. Aspettiamo, forse, che muoiano per farne dei martiri?
Anche di questi martiri ha bisogno la tiritera che leggiamo nei libri di Storia dove talvolta solo la morte apparentemente riesce a elevare l'opera e il percorso vitale di una persona. Triste è considerare che noi pensiamo di mettere al mondo nuove vite e di togliere la vita a chi al mondo già esiste senza sapere nulla o quasi della vita e tantomeno della morte.
Concetti utilizzati come strumenti ma che non abbiamo creato noi e tantomeno potremmo decidere in merito al loro utilizzo. Non siamo altro che bambini crudeli e capricciosi che pensano di giocare con oggetti talmente estranei e lontani da noi da potersi considerare anche molto pericolosi. Chi metterebbe nelle mani di un bambino un'arma letale?
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