La descrizione del mondo è talvolta importante quanto il mondo stesso perché provoca effetti reali nella psiche delle persone, al pari degli avvenimenti oggettivi.
Questa legge è molto chiara ai gestori della comunicazione di massa e infatti, come potete vedere, la utilizzano spessissimo a nostro danno. I grandi giornali e i grandi telegiornali hanno speso milioni di ore di trasmissione, in due anni, per descrivere la pandemia da Covid. Ora stanno facendo lo stesso, con grande coordinamento, per la guerra in Ucraina. Stesso utilizzo dell'informazione per identici fini.
Entrambe le occasioni per declamare le diverse urgenze alla società degli ascoltatori molto passivi, servono per fungere da megafono nei confronti del mondo dei loro editori, apparentemente collegati con le Elite dominanti.
Da molti anni, la stampa, in genere, sembra talvolta comportarsi da megafono del padrone o almeno questa è la sensazione che se ne ricava. La funzione di controllore del potere non è più di moda. Ricordo che secondo la FNSI e RSF (perdonate gli acronimi, fate prima a leggere il link) l'Italia è al 41 posto nella classifica della libertà di stampa anche se riguardo le cause ci sarebbe da discutere,
I giornalisti sono liberi di esprimersi? Gli scrittori sono liberi di pubblicare? Le cause che ostacolano la libera stampa e la libera editoria sono soltanto di tipo economico?
Probabilmente, a nessuno interessa rispondere a tali quesiti.
Inoltre, a mio avviso, il grado di democrazia nella vita collettiva di un paese influisce nettamente e chiaramente sulla libertà di scrivere. Le dittature vedono come fumo negli occhi giornalisti e scrittori indipendenti, quindi poco suscettibili di essere indirizzati a una critica neutra verso il potere dominante tramite il ricatto economico.
Ecco per quale motivo scrivere in Italia è tanto difficile e quando ci si riesce, automaticamente ci si riduce a un'attività di nicchia nella comunicazione sempre più globale.
Canali internet, e soprattutto Youtube, sono maggiormente utilizzati, al posto dei vecchi blog come questo che state leggendo, anche ai fini economici dato che Youtube retribuisce tramite le inserzioni pubblicitarie. Vedete, a questo proposito, che da qualche anno, i grandi gestori di social stanno eliminando canali considerati troppo estremisti in un senso o nell'altro. Ancora una volta, quindi, la libertà di espressione tutelata dalla nostra Carta, viene meno.
Questa considerazione potrebbe sembrare marginale in un periodo come questo, dove le libertà personali e le agibilità sociali sono state piegate e subordinate dalle supposte necessità di dotarsi di un lasciapassare governativo legato alla vaccinazione o meno delle persone.
Soltanto quest'ultima considerazione dovrebbe farci comprendere che le questioni delle libertà personali e quindi anche dei diritti di pubblicare le proprie opinioni in merito, sono considerate dal potere dominante, una semplice opzione, valutabile a seconda delle evenienze e delle emergenze.
Prima, la pandemia, vera o presunta; ora una guerra combattuta molto lontano ma pur sempre in Europa e per motivi estranei alla nostra società. Questione che interessa ora molto più di quanto interessavano prima i bombardamenti delle forze ucraine nei riguardi delle popolazioni del Donbass e di Lugansk.
Ecco dimostrato che quando si lascia al governo la libertà di scegliere il nostro grado di libertà, quest'ultimo utilizza tale potere secondo le convenienze del momento e non mediante criteri giuridicamente validi e oggettivamente riscontrabili.
Questa situazione rischia di riflettersi nella vita pubblica molto velocemente con un peggioramento progressivo delle dinamiche sociali a ogni livello.
Se non gli intellettuali presenti in questo paese, oltre ai giudici che devono esaminare le valanghe di denunzie presentate dalla popolazione esausta dopo due anni di dittatura sanitaria e che ora sta per affrontare i rigori di una guerra che non ci riguarda minimamente, chi mai potrà occuparsi dell'emergenza democratica in Italia?
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